Published: May 12, 2026
La voce a chi ha raccolto voci
Premessa alle interviste
Presentiamo sei autobiografie dialogate (insieme a un testo autobiografico) di studiosi e studiose che, nel corso della loro carriera, hanno svolto ricerca linguistica sul campo, registrando dati di parlato e dando così origine a veri e propri archivi orali. Si tratta di Sanzio Balducci, Temistocle Franceschi, Vitalina Maria Frosi, Alberto Sobrero, Rosanna Sornicola, Tullio Telmon e Ugo Vignuzzi: nati tra il 1928 e il 1953, attivi in diversi atenei dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale (nonché nell’area di colonizzazione italiana del Rio Grande do Sul, in Brasile), essi sono accomunati dall’uso sistematico del registratore come strumento fondamentale per le loro ricerche di dialettologia e sociolinguistica.
Le interviste si inseriscono in continuità con quelle già pubblicate nel fascicolo monografico de La Ricerca Folklorica, Gli archivi di ricerca. Antropologia, linguistica, storia orale (Calamai e Casellato 2025).
Intervistare ricercatori e ricercatrici con una lunga esperienza nella raccolta di fonti orali, riconosciuti come «maestri» nelle rispettive discipline, risponde a una pluralità di obiettivi. In primo luogo, si è voluto offrire loro uno spazio per un esercizio di ego-storia: un genere di scrittura – o, in questo caso, di narrazione – in cui lo studioso si presenta come soggetto storico, riflettendo sul modo in cui biografia personale, contesto sociale e scelte intellettuali hanno orientato il suo percorso scientifico (Passerini e Geppert 2001). Non si tratta, dunque, di autobiografie in senso letterario, bensì di autobiografie intellettuali riflessive, caratterizzate qui dalla forma dialogica e orale dell’intervista: vere e proprie «autobiografie sollecitate» o, per riprendere una definizione efficace, eterobiofonie (Bachiddu e Clemente 2012).
Da questi racconti emergono anche frammenti di una storia orale dell’accademia italiana, nella quale si delineano genealogie intellettuali e reti di relazioni: carriere universitarie, affinità e rivalità tra colleghi, progetti di ricerca e centri di studio che prendono forma o naufragano, esperienze di didattica appassionata attraverso le quali si sono trasmesse vocazioni scientifiche: storie che difficilmente sono documentate negli archivi istituzionali (Viola 2006).
Un secondo obiettivo delle interviste è la trasmissione dell’esperienza di ricerca a chi oggi entra, o è entrato da poco, nella comunità scientifica. La ricerca sul campo, infatti, è un’attività distinta dal lavoro teorico: un mestiere che si apprende soprattutto attraverso la pratica e che lascia poche tracce scritte, poiché rappresenta il «dietro le quinte» delle pubblicazioni scientifiche. L’intervista consente di documentare questo sapere tacito, che sopravvive soprattutto nella memoria e nell’oralità. Molti degli intervistati ricordano come la loro formazione sia avvenuta all’interno di grandi progetti collettivi – quali l’Atlante Linguistico Italiano o la Carta dei Dialetti Italiani – che hanno permesso di acquisire quella che l’etnomusicologo Diego Carpitella chiamava la «tecnica del raccogliere» (Plastino 2008, 36). Una tecnica affinata con l’esperienza, ma anche profondamente trasformata dalle innovazioni tecnologiche: dai registratori a nastro e a cassetta ai dispositivi digitali, fino ai primi calcolatori elettronici per il trattamento dei dati sonori.
Ricorre con forza, nei loro racconti, il riconoscimento del ruolo decisivo degli «informatori», considerati non semplici fornitori di dati, ma autentici collaboratori di ricerca, talvolta veri e propri «maestri» popolari e vernacolari. Nei loro confronti, sottolineano gli intervistati, era necessario sospendere la postura accademica per assumere quella dell’ascolto e dell’apprendimento.
Gli aneddoti legati alle ricerche sul campo restituiscono inoltre un vivido spaccato della storia sociale italiana dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta: il «trentennio glorioso» degli studi sulle culture e le tradizioni popolari, durante il quale studiosi di discipline diverse – tra loro i linguisti – si dedicarono all’inchiesta, viaggiando attraverso l’Italia, raggiungendone le periferie interne e incontrando gruppi sociali fino ad allora largamente ignorati dalla cultura accademica (Pugliese 2009; Forgacs 2015). Sono racconti di viaggi faticosi, a volte condotti in corriera o in Vespa, ma anche memorie di entusiasmo per l’incontro con le culture locali e con il caleidoscopio delle lingue e delle varietà parlate, che solo la registrazione rendeva possibile documentare, riascoltare e quindi studiare con rigore filologico.
Quei mondi linguistici oggi sono in larga parte scomparsi o profondamente trasformati e non sono più direttamente accessibili se non attraverso le registrazioni effettuate allora. È questo l’ultimo e, in questa sede, il più rilevante obiettivo delle interviste qui presentate: raccogliere informazioni sullo stato di conservazione degli archivi orali prodotti nel corso di quelle ricerche. Il quadro che emerge non è, nel complesso, rassicurante. Solo in pochi casi si segnalano dipartimenti universitari adeguatamente attrezzati e disponibili ad accogliere tali materiali, spesso grazie all’iniziativa di allievi diretti o di docenti più giovani sensibili alle esigenze di conservazione e riuso delle fonti sonore. Più frequentemente, invece, si parla di audiocassette smarrite o mal conservate, di materiali prestati e mai restituiti, di traslochi affrettati che hanno causato la dispersione di intere collezioni, di centri di ricerca chiusi dopo il pensionamento dei fondatori, di archivi custoditi in abitazioni private e destinati, con ogni probabilità, alla dispersione se non affidati a istituzioni in grado di riconoscerne il valore e di garantirne la conservazione e l’accessibilità.
Bibliografia
Bachiddu, Elena e Pietro Clemente. 2012. “Intervista a Pietro Clemente”. Lares, 78: 21–58.
Calamai, Silvia e Alessandro Casellato, a cura di. 2025. Gli archivi di ricerca. Antropologia, linguistica, storia orale. Brescia: Grafo.
Forgacs, David. 2015. Margini d’Italia. L’esclusione sociale dall’Unità a oggi. Roma-Bari: Laterza.
Passerini, Luisa e Alexander C.T. Geppert. 2001. “Historians in Flux: The Concept, Task and Challenge of Ego-histoire”. Historein, 3: 7–18.
Plastino, Goffredo. 2008. “Un sentimento antico”. In Alan Lomax, L’anno più felice della mia vita. Un viaggio in Italia (1954–55), 16–85. Milano: Il Saggiatore.
Pugliese, Enrico, a cura di. 2009. L’inchiesta sociale in Italia. Roma: Carocci.
Viola, Paolo. 2006. Oligarchie. Una storia orale dell’Università di Palermo. Roma: Donzelli.