Modus vivendi, stabilità e l’all-subjected principle
DOI:
https://doi.org/10.36253/rifp-1691Parole chiave:
all-subjected principle, democracy, disagreement, modus vivendi, political realism, pluralism, stabilityAbstract
Con la formula “all those subject to it accept it” la teoria realista del modus vivendi accenna spesso al principle of all-subjectedness senza approfondir-ne le implicazioni filosofiche. Questo principio, almeno nella sua lettura canonica, presuppone però tutta una serie di impegni normativi che i realisti normalmente rifiutano. Fare a meno della promessa democratica caratteristica del principle of all-subjectedness, come dimostro in questo saggio, e al contempo ribadire il motto “all those subject to it accept it” impone dei costi notevoli alla teoria: prima si deve sostenere che tutti gli agenti potenzialmente sottoposti al modus vivendi si trova-no nella posizione di dare voce alla loro relazione con l’eventuale intesa; poi si deve dire che tutti gli agenti potenzialmente sottoposti al modus vivendi si trovano nella posizione di essere ascoltati. Nelle società contemporanee, attraversate, come la dot-trina realista ricorda a più riprese, da disaccordi asprissimi e asimmetrie di potere, le due affermazioni sono inverosimili.
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