Lo spazio logico delle istituzioni: ordine normativo, raison d’être ed etica d’ufficio
DOI:
https://doi.org/10.36253/rifp-2274Parole chiave:
political corruption, public institutions, raison d’être, office accountability, political theory, ethicsAbstract
In questo contributo offro un’analisi di alcune tesi specifiche difese da Ceva e Ferretti (2021). In primo luogo, sollevo una questione relativa al lavoro teorico svolto dal sabotaggio della raison d’être di un’istituzione nel contesto della descrizione e della valutazione morale della corruzione politica. In particolare, mi chiederò se la ragione morale ultima per cui la corruzione è un torto morale risie-da nel sabotaggio della raison d’être che essa comporta e alla quale potrebbe esse-re consustanzialmente legata. Allo stesso modo, esplorerò la questione relativa alla possibilità che il sabotaggio della ragion d’essere di un’istituzione sia descrivibile senza quel particolare rapporto di causa-effetto che è il rapporto tra l’azione e le sue conseguenze. Qualora tale relazione fosse rilevabile, mi chiederò se possiamo ancora garantire la spiegazione costitutivista dell’agente morale che le autrici predi-ligono. La seconda questione che pongo riguarda il deficit di “office accountability” che secondo le autrici sarebbe alla base del torto morale in cui consiste la corru-zione politica. Mi chiederò se questo deficit sia sufficiente a catturare la corruzione politica, sebbene ne sia certamente una manifestazione necessaria. Infine, sosterrò che per cogliere il fenomeno della corruzione politica non solo dovremmo guardare alle relazioni intra-istituzionali, ma anche a quelle inter-istituzionali. Una succinta appendice sulla semantica di senso comune dell’aggettivo “corrotto” completa il mio commento.
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