La corruzione passiva: come le istituzioni corrompono le persone
DOI:
https://doi.org/10.36253/rifp-2275Parole chiave:
corruption, accountability, role-morality, public service, virtue-ethicsAbstract
Questo articolo prende in esame la tesi, avanzata in modo convincen-te da Emanuela Ceva e Maria Paola Ferretti, secondo cui la corruzione politica dovrebbe essere intesa principalmente come un deficit di “office accountability”. Da un lato individua alcune ambiguità interne alla loro teoria; il fatto, cioè, che sottova-luti il ruolo dei motivi egoistici nella corruzione e enfatizzi eccessivamente la dege-nerazione dei mandati istituzionali. D’altra parte, l’articolo intende descrivere una forma di “corruzione passiva” che la loro teoria non riesce facilmente ad accoglie-re. La corruzione passiva, a mio avviso, consiste in un eccesso, piuttosto che in un deficit, di “office accountability” e si verifica generalmente quando diverse istituzioni entrano in conflitto tra loro.
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