Follia planetaria: globalizzare la nave dei folli
DOI:
https://doi.org/10.36253/rifp-4463Parole chiave:
follia, sovranità, mare, pianeta, atlanteAbstract
A partire dall’analisi della litografia anonima del XIX secolo raffigurante un lavoratore portuale a cavallo del globo (fig. 1), l’articolo propone di ripensare la Ship of Fools / The Docker’s Museum di Allan Sekula, come una teoria visuale incompiuta della follia planetaria. Letta non come un’illustrazione marginale ma come l’‘archè’ latente dell’archivio di Sekula, l’immagine condensa la tesi centrale del saggio: l’allegoria classica della Nave dei folli, un tempo legata alla crisi dello Stato e all’irrazionalità della sovranità, deve ora essere globalizzata e ricollocata nello spazio marittimo, dove le infrastrutture materiali del commercio, del lavoro, del rischio e della circolazione rendono visibile il sistema-mondo contemporaneo.
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