Follia planetaria: globalizzare la nave dei folli

Autori

  • W.J.T. Mitchell University of Chicago, USA

DOI:

https://doi.org/10.36253/rifp-4463

Parole chiave:

follia, sovranità, mare, pianeta, atlante

Abstract

A partire dall’analisi della litografia anonima del XIX secolo raffigurante un lavoratore portuale a cavallo del globo (fig. 1), l’articolo propone di ripensare la Ship of Fools / The Docker’s Museum di Allan Sekula, come una teoria visuale incompiuta della follia planetaria. Letta non come un’illustrazione marginale ma come l’‘archè’ latente dell’archivio di Sekula, l’immagine condensa la tesi centrale del saggio: l’allegoria classica della Nave dei folli, un tempo legata alla crisi dello Stato e all’irrazionalità della sovranità, deve ora essere globalizzata e ricollocata nello spazio marittimo, dove le infrastrutture materiali del commercio, del lavoro, del rischio e della circolazione rendono visibile il sistema-mondo contemporaneo.

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Pubblicato

2026-10-01

Come citare

Mitchell, W. (2026). Follia planetaria: globalizzare la nave dei folli. Rivista Italiana Di Filosofia Politica, (10), 15–38. https://doi.org/10.36253/rifp-4463

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