N. 11 (2026): La Toscana della Restaurazione come crocevia internazionale: mercato artistico, collezionismo, critica, tutela, conservazione
Studi

Il ‘Trittico francescano’ del Beato Angelico all’indomani delle soppressioni napoleoniche: i restauri ottocenteschi alla Certosa del Galluzzo

Elena Marta Manzi
Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Pisa, Università degli Studi di Siena

Pubblicato 2026-07-15

Parole chiave

  • Fra Angelico,
  • Trittico francescano,
  • Soppressioni napoleoniche a Firenze,
  • Restauro ricostruttivo del XIX secolo,
  • Giovanni Bianchi “pittore” e “restauratore”

Abstract

Il contributo ricostruisce le vicende conservative del cosiddetto ‘Trittico francescano’ del Beato Angelico all’indomani delle soppressioni napoleoniche, concentrandosi in particolare sul soggiorno dei pannelli laterali presso la Certosa del Galluzzo e sugli interventi ottocenteschi che ne alterarono l’aspetto originario. Attraverso l’esame incrociato della fortuna critica, della documentazione d’archivio e dei dati emersi dall’ultimo restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure, lo studio chiarisce tempi e modalità dello smembramento della pala d’altare, fornendo alcuni dati che supportano la provenienza del trittico dalla Compagnia di San Francesco in Santa Croce. Nuove evidenze consentono di identificare nelle tavole consegnate alla Certosa nel 1816 i due laterali angelichiani, successivamente restaurati e adattati alla cappella di Santa Maria durante il ripristino promosso nel 1841 dal conte Eugenio Poniatowski. Ne emerge una storia complessa, segnata da dispersioni, riusi, e restauri, che permette di restituire al trittico una più precisa fisionomia materiale, storica e collezionistica.