Dal cosmopolitismo radicale al cosmopolitismo radicato. Intervista a Anthony Kwame Appiah
DOI:
https://doi.org/10.36253/rifp-2021Parole chiave:
Anthony K. Appiah, cosmopolitanism, patriotism, education, migrationAbstract
Anthony Kwame Appiah è un filosofo di fama internazionale che si è occupato di filosofia del linguaggio, teoria politica e morale, storia intellettuale afri-cana, cosmopolitismo e ha dedicato i suoi studi soprattutto al tema della identità. Ha ricoperto incarichi di rilievo e ricevuto numerosi, importanti riconoscimenti; ha svolto anche una intensa attività di divulgazione, tenendo innumerevoli conferen-ze e collaborando con alcune testate, come la BBC presso cui nel 2016 ha tenuto le Reith Lectures sul tema dell’identità e il New York Times Magazine dove, come editorialista, ragiona sui dilemmi etici che possono sorgere nella vita quotidiana. In Italia ha pubblicato Cosmopolitismo. L’etica in un mondo di estranei (2007), Il codice d’onore. Come cambia la morale (2011), La menzogna dell’identità (2019). In questa intervista, rilasciata nel luglio del 2021, spiega la sua concezione del cosmopoliti-smo, da lui definito “radicato o patriottico”, e da questa prospettiva affronta i temi della migrazione, della educazione e della prassi cosmopolita, della “cancel culture” e della libertà di espressione.
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