N. 11 (2026): La Toscana della Restaurazione come crocevia internazionale: mercato artistico, collezionismo, critica, tutela, conservazione
Studi

Sir Charles Eastlake, the National Gallery and the Tuscan ‘primitives’. Pursuing the Oldest Masters for the Newest Ends

Susanna Avery-Quash
The National Gallery, London

Pubblicato 2026-07-15

Parole chiave

  • Lady Eastlake,
  • Preraffaelliti,
  • Arte fiorentina,
  • Botticelli,
  • Ruskin

Abstract

Questo articolo esamina il ruolo decisivo di Sir Charles Eastlake nel rimodellare le politiche di acquisizione della National Gallery attraverso l’acquisto di ‘primitivi’ italiani, in particolare toscani, tra il 1843 e il 1865. L’analisi punta a dimostrare che questo interesse si inserisse in un più ampio programma di riforma istituzionale della Galleria, sollecitato dalla Select Committee del 1853 e dal Treasury Minute del 1855. Attraverso un’attenta revisione degli acquisti, delle negoziazioni e degli scritti di Eastlake, lo studio ricostruisce la formazione del gusto per l’arte del Medioevo italiano e la creazione della collezione pionieristica di ‘primitivi’ toscani della National Gallery. L’analisi mostra come considerazioni storiche, educative e nazionali giustificassero l’inclusione di dipinti del Trecento e del Quattrocento nella nascente collezione nazionale, collocando al contempo l’attività di Eastlake nel più ampio contesto degli sviluppi europei e mettendo in luce la sua personale preferenza per l’arte veneziana, in parallelo con gli ideali preraffaelliti. Sebbene Eastlake apprezzasse le antiche opere toscane principalmente per il loro significato storico, il contributo dimostra come la loro acquisizione abbia radicalmente ridefinito la gestione, il personale, i finanziamenti e il prestigio internazionale della Galleria.