N. 7-8 (2024): Il Surrealismo e la cultura italiana. La critica, le mostre, le ricerche degli artisti
Studi

«An ordinary maladjustment»: sull’identità di genere nelle mostre di Massimo Campigli da Julien Levy

Raffaele Bedarida
Sapienza Università di Roma Dipartimento Storia Antropologia Religioni Arti Spettacolo

Pubblicato 2025-03-13

Parole chiave

  • Massimo Campigli,
  • Julien Levy,
  • Transatlantic transfers,
  • Arte fantastica,
  • Surrealismo italiano,
  • Arte queer
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Come citare

Bedarida, R. (2025). «An ordinary maladjustment»: sull’identità di genere nelle mostre di Massimo Campigli da Julien Levy. La Diana, (7-8), 267–284. https://doi.org/10.36253/ladiana-3398

Abstract

Noto come il gallerista dei surrealisti, Julien Levy è stato anche l’unico statunitense degli anni Trenta a promuovere un numero significativo di artisti italiani negli USA. Il principale tra loro è Massimo Campigli, che Levy presentava al pubblico americano nell’ambito tra Surrealismo e Arte fantastica a cui la galleria era legata, sottolineando la componente psicologica e destabilizzante del suo lavoro. Campigli partecipava a questa proposta interpretativa esplorando e destabilizzando nel lavoro esposto alla Levy Gallery la propria identità di genere secondo strategie che oggi definiremmo queer.