Salvador Dalí e la Biennale di Venezia del 1954: antefatti, relazioni diplomatiche e strategie commerciali

Pubblicato 2025-03-13
Parole chiave
- Salvador Dalí,
- Theo Rossi di Montelera,
- Padiglione Spagna,
- Biennale di Venezia,
- Surrealismo
Come citare

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Abstract
L’articolo indaga gli antefatti della presenza di Salvador Dalí alla XXVII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1954 in rapporto alla mostra del Surrealismo che vi si tenne e alla contemporanea realizzazione della Mostra di quadri, disegni e oreficerie di Salvador Dalí, ovvero la prima grande retrospettiva italiana dell’artista tenutasi a Roma, Venezia e Milano. A causa di tale esposizione, un’ampia presentazione di Dalí all’interno del Padiglione Spagna venne osteggiata dall’artista stesso e dal suo mecenate, il conte Theo Rossi di Montelera, per motivi economici e di pubblicità. Interpretando i documenti inediti dell’ASAC - Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, si è inteso ricostruire il complicato gioco diplomatico volto a includere l’artista in mostra: a tale scopo, infatti, il segretario della Biennale Rodolfo Pallucchini coinvolse numerosi attori sia italiani che spagnoli. La vicenda è stata infine contestualizzata guardando alla strategia espositiva e commerciale di Dalí in Italia all’inizio degli anni Cinquanta, con particolare attenzione alle relazioni diplomatiche intessute nel mondo politico e mondano dell’epoca.