N. 7-8 (2024): Il Surrealismo e la cultura italiana. La critica, le mostre, le ricerche degli artisti
Studi

Riflessioni sulle relazioni tra Sergio Dangelo e E.L.T. Mesens nel secondo dopoguerra: dal Surrealismo al Dadaismo (attraverso Schwitters)

Caterina Caputo
Università IUAV di Venezia Dipartimento di Culture del progetto

Pubblicato 2025-03-13

Parole chiave

  • Surrealismo,
  • Dadaismo,
  • Arte informale,
  • Oggetto,
  • Collage,
  • Kurt Schwitters
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Come citare

Caputo, C. (2025). Riflessioni sulle relazioni tra Sergio Dangelo e E.L.T. Mesens nel secondo dopoguerra: dal Surrealismo al Dadaismo (attraverso Schwitters). La Diana, (7-8), 77–95. https://doi.org/10.36253/ladiana-3377

Abstract

Il presente contributo intende ripercorrere la relazione che il pittore Sergio Dangelo (Milano, 1932-2022) – fondatore con Enrico Baj del movimento di Arte Nucleare – intessé, tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, con l’artista surrealista belga Édouard Léon Théodore Mesens (Bruxelles, 1903-1971). In un vivace contesto aperto alle nuove sperimentazioni artistiche nazionali ed internazionali, Mesens, nel secondo dopoguerra, era infatti entrato in contatto, in Italia, con una giovane generazione di artisti politicamente impegnata, interessata all’eredità lasciata dalle avanguardie e operativa con diversi media, tra cui la pittura e il collage. Lo studio ripercorre la ricerca artistica di Dangelo mettendo in luce sia il suo interesse verso il Surrealismo, sia la sua peculiare adesione ai linguaggi e alle pratiche dadaisti: movimenti in cui Mesens aveva militato nel corso della sua lunga carriera e che aveva riscoperto negli anni Quaranta attraverso la pratica artistica di Kurt Schwitters.