Info
TRIBELON, Disegno e Rappresentazione dell’Architettura, del Paesaggio e dell’Ambiente è la rivista ufficiale dell’area del Disegno dell’Università degli Studi di Firenze, dedicata agli studi sull’architettura, l’identità, la memoria e la digitalizzazione del patrimonio culturale. La rivista si propone come uno spazio critico di confronto per i diversi percorsi di ricerca presenti nel panorama nazionale e internazionale delle scienze della rappresentazione. Intende mettere in relazione l’attenzione per la contemporaneità, il dialogo con la tradizione e l’apertura verso i possibili scenari futuri.
TRIBELON mira a promuovere un confronto approfondito con le prospettive teoriche della scienza del disegno, del rilievo architettonico e della rappresentazione, mantenendo e valorizzando al tempo stesso la specificità dell’approccio applicato alle questioni del disegno, delle banche dati digitali e della comunicazione visiva.

Editor-in-chief
Sandro Parrinello, Università degli Studi di Firenze
DIDA - Dipartimento di Architettura, Via della Mattonia 8, 50122 Firenze
sandro.parrinello@unifi.it - tribelon@dida.unifi.it
ISSN 3035-143X (stampa) - ISSN 3035-1421 (online)

Call for Papers - Vol. 3, No. 6 (2026)
Oltre il Modello
Il modello si configura come un concetto fondativo della rappresentazione, costituendo un dispositivo attraverso il quale la realtà viene osservata, interpretata, semplificata e resa trasmissibile. La necessità di ridurre la complessità del mondo entro una struttura comprensibile, capace di selezionare informazioni, stabilire relazioni e rendere possibile la comunicazione del sapere, dà vita al modello, che non coincide con il reale, ma con un’interpretazione orientata da uno scopo, da una cultura e da un determinato sistema di conoscenze.
Ogni modello possiede un valore tanto maggiore quanto più è capace di generare nuove interpretazioni e può essere dunque inteso come una piattaforma aperta, suscettibile di essere continuamente arricchita, verificata e trasformata attraverso l’integrazione di ulteriori dati, punti di vista e livelli di lettura. Nella cultura digitale, l’idea di un modello informativo dinamico, capace di evolvere nel tempo e di accogliere informazioni eterogenee provenienti da discipline differenti, diviene il luogo in cui convergono geometria, memoria, dati, relazioni, interpretazioni e capacità di organizzare conoscenza e di renderla interrogabile, aggiornabile e condivisibile: un ambiente cognitivo, digitale, nel quale il sapere continua a trasformarsi.
Superare il modello, vedere oltre, significa contemplarlo come organismo capace di dialogare con molteplici rappresentazioni in una continua ridefinizione dei suoi attributi. Ogni modello contiene già la possibilità del proprio superamento, perché incorpora gli strumenti necessari a essere ampliato, corretto e reinterpretato. In questa capacità di diventare altro da sé risiede la sua autentica forza scientifica. La rappresentazione è chiamata a progettare modelli e infrastrutture della conoscenza, capaci di conservare il passato, interpretare il presente e predisporre le condizioni per future acquisizioni. Il loro valore dipende dall’incertezza, dalla molteplicità e dal cambiamento, trasformandosi da oggetti conclusi a processi aperti di costruzione del sapere.
Questa call for papers invita contributi interdisciplinari che esplorino il significato del modello e dei suoi aspetti interoperabili mediante ricerche teoriche, empiriche e pratiche, proponendo nuove prospettive o approfondimenti in contesti concreti o astratti, storici, contemporanei e futuri.
I contributi, in forma di saggio/articolo e in linea con le norme editoriali, dovranno pervenire alla redazione della rivista entro le seguenti date:
Abstract: 1° settembre 2026
Full paper: 1° ottobre 2026
Pubblicazione: dicembre 2026
Scarica qui le norme editoriali della rivista:
(Norme editoriali ITA) (Editorial Standards ENG)
Ultimo numeroVol 3, N 5 (2026): Segni Significanti
Pubblicato luglio 2, 2026
Descrizione del fascicolo
Questo numero della rivista propone una riflessione sul disegno come espressione, linguaggio e dispositivo critico di costruzione del senso. Ogni linea, segno o variazione grafica viene interpretata non come traccia neutra, ma come esito di una tensione tra intenzione, gesto e significato. In questa prospettiva, il segno trascende la propria dimensione materiale per divenire elemento semantico, capace di attivare l’immaginazione, organizzare il pensiero e produrre nuove letture della realtà rappresentata. Nell’epoca del disegno digitale, in cui il software genera segni perfetti, replicabili e modificabili, il volume interroga il valore dell’intenzionalità e della capacità interpretativa del disegno. Ne emerge una concezione del disegno come luogo critico del progetto: spazi... Più

