Call for Papers

Call for Papers - Vol. 3, No. 6 (2026 - (pdf eng) (pdf ita)

Topic - Oltre il Modello

Il modello si configura come un concetto fondativo della rappresentazione, costituendo un dispositivo attraverso il quale la realtà viene osservata, interpretata, semplificata e resa trasmissibile. La necessità di ridurre la complessità del mondo entro una struttura comprensibile, capace di selezionare informazioni, stabilire relazioni e rendere possibile la comunicazione del sapere, dà vita al modello, che non coincide con il reale, ma con un’interpretazione orientata da uno scopo, da una cultura e da un determinato sistema di conoscenze.
Ogni modello possiede un valore tanto maggiore quanto più è capace di generare nuove interpretazioni e può essere dunque inteso come una piattaforma aperta, suscettibile di essere continuamente arricchita, verificata e trasformata attraverso l’integrazione di ulteriori dati, punti di vista e livelli di lettura. Nella cultura digitale, l’idea di un modello informativo dinamico, capace di evolvere nel tempo e di accogliere informazioni eterogenee provenienti da discipline differenti, diviene il luogo in cui convergono geometria, memoria, dati, relazioni, interpretazioni e capacità di organizzare conoscenza e di renderla interrogabile, aggiornabile e condivisibile: un ambiente cognitivo, digitale, nel quale il sapere continua a trasformarsi.
Superare il modello, vedere oltre, significa contemplarlo come organismo capace di dialogare con molteplici rappresentazioni in una continua ridefinizione dei suoi attributi. Ogni modello contiene già la possibilità del proprio superamento, perché incorpora gli strumenti necessari a essere ampliato, corretto e reinterpretato. In questa capacità di diventare altro da sé risiede la sua autentica forza scientifica. La rappresentazione è chiamata a progettare modelli e infrastrutture della conoscenza, capaci di conservare il passato, interpretare il presente e predisporre le condizioni per future acquisizioni. Il loro valore dipende dall’incertezza, dalla molteplicità e dal cambiamento, trasformandosi da oggetti conclusi a processi aperti di costruzione del sapere.

Questa call for papers invita contributi interdisciplinari che esplorino il significato del modello e dei suoi aspetti interoperabili mediante ricerche teoriche, empiriche e pratiche, proponendo nuove prospettive o approfondimenti in contesti concreti o astratti, storici, contemporanei e futuri.

I contributi, in forma di saggio/articolo e in linea con le norme editoriali, dovranno pervenire alla redazione della rivista entro le seguenti date:

Abstract: 1 settembre 2026
Full paper: 1 ottobre 2026
Pubblicazione: dicembre 2026

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Invito a presentare contributi - Vol. 3, No. 5 (2026) - (pdf inglese) (pdf italiano)

Tema - Segni significanti

Il disegno è un’espressione e, in quanto tale, non è un gesto neutro. Ogni linea tracciata, ogni segno inciso su una superficie, ogni variazione di spessore o di ritmo contiene una tensione tra intenzione e significato. Il segno trascende la propria condizione di traccia grafica associandosi al gesto o al riferimento simbolico, divenendo portatore di senso all’interno di una costruzione significante. Il disegno, in quanto linguaggio, produce realtà in un luogo, quello rappresentato, in cui l’astrazione tecnica incontra la dimensione espressiva, generando significato attraverso il segno. Il segno significante si definisce dunque per la sua funzione semantica, producendo senso oltre la semplice misurazione; esso attiva l’immaginazione e organizza il pensiero all’interno dell’immagine. In ogni disegno, ciò che conta è la carica di significato che ciascun segno porta con sé. In un’epoca segnata dal disegno digitale, il software genera segni perfetti, infiniti, modificabili e replicabili, eppure non tutti questi segni significano realmente qualcosa. Il disegno resta significativo quando reca con sé un’intenzione capace di produrre una lettura nello spettatore, come un segno aperto in attesa di interpretazione, capace di lasciarsi abitare dal dubbio. La sua forza risiede precisamente nel non esaurirsi al primo sguardo, ma nel trattenere l’attenzione e generare domande. In questo senso, il disegno, come strumento del progetto, è innanzitutto un luogo critico, uno spazio del pensiero e - proprio nella sua costante ricerca di semplificazione - una sintesi critica e, al tempo stesso, un campo di resistenza alla semplificazione.

Questo invito a presentare contributi sollecita proposte interdisciplinari che esplorino il significato, le applicazioni e le sfide associate alla codifica e alla decodifica del segno attraverso ricerche teoriche, empiriche e basate sulla pratica, proponendo nuove prospettive o approfondimenti in contesti concreti o astratti - storici, contemporanei e futuri.

I contributi, nella forma di saggi/articoli e conformi alle norme editoriali, dovranno essere inviati alla redazione della rivista entro le seguenti scadenze:

Abstract: 20 febbraio 2026
Articolo completo: 1 aprile 2026
Pubblicazione: giugno 2026

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Invito a presentare contributi - Vol. 2, No. 4 (2025) - (pdf inglese) (pdf italiano)

Tema - Configurare: ordine e misura

Ordine e misura occupano un ruolo fondativo nelle discipline del rilievo architettonico e della rappresentazione grafica, costituendo il quadro concettuale attraverso cui l’architettura viene esaminata, interpretata e comunicata. Queste nozioni hanno attraversato epoche storiche e confini disciplinari, configurandosi come pilastri permanenti del pensiero umano e dell’indagine scientifica. Nel contesto del rilievo architettonico, la misura trascende la sua funzione puramente tecnica per divenire uno strumento interpretativo, capace di consentire una comprensione più profonda della forma, del suo significato culturale e della sua relazione con il contesto spaziale e ambientale. La misura articola ritmo, modulo e proporzione, principi che non solo organizzano lo spazio fisico, ma rivelano anche la logica progettuale sottesa e la struttura semantica, trasformando così l’ambiente costruito in un luogo significativo e simbolicamente carico. Nella rappresentazione grafica, la misura assume la forma di un linguaggio visivo capace di incarnare la riflessione teorica e di rendere visibili concetti astratti. Le relazioni proporzionali tra gli elementi architettonici diventano dispositivi narrativi attraverso cui il significato della forma viene comunicato oltre la sua configurazione geometrica. Un arco, una colonna o una facciata non sono soltanto costruzioni spaziali, ma espressioni formali di un ordine che incarna i valori estetici e funzionali di una determinata epoca o di uno specifico contesto culturale. Attraverso l’atto del misurare si stabiliscono relazioni modulari che consentono l’articolazione delle componenti architettoniche in sistemi coerenti e armonici.
Questi sistemi sono spesso fondati su una concezione della proporzione che, nel corso della storia dell’architettura, è stata interpretata e formalizzata in modi diversi: dalla sezione aurea dell’antichità classica, alle linee regolatrici del Rinascimento, fino alle griglie modulari del Movimento Moderno. Ogni periodo storico ha impiegato ordine e misura come strumenti attraverso cui attribuire significato alla forma architettonica, instaurare un rapporto con l’ambiente circostante e rispondere tanto alle esigenze funzionali quanto alle aspirazioni simboliche. Il rapporto tra ordine e misura si estende dunque oltre il campo della precisione tecnica, comprendendo più ampie dimensioni filosofiche e culturali.
Misurare significa imporre intelligibilità all’apparente disordine del reale, rivelare principi strutturali latenti e articolarli all’interno di un sistema di rappresentazione leggibile e comunicabile. Nella pratica architettonica e nelle sue espressioni grafiche, ordine e misura emergono come strumenti critici, non solo per descrivere il mondo, ma per interpretarlo e dargli forma.

Questo invito a presentare contributi sollecita proposte interdisciplinari che indaghino il significato, le applicazioni e le sfide epistemologiche associate all’ordine e alla misura, attraverso ricerche teoriche, empiriche o basate sulla pratica. Sono accolti contributi capaci di offrire nuovi approfondimenti o prospettive in contesti storici, contemporanei e speculativi futuri.

I contributi, nella forma di saggi/articoli e conformi alle norme editoriali, dovranno essere inviati alla redazione della rivista entro le seguenti scadenze:

Abstract: 10 agosto 2025
Articolo completo: 15 ottobre 2025
Pubblicazione: novembre 2025

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Invito a presentare contributi - Vol. 2, No. 3 (2025) - (pdf inglese) (pdf italiano)

Tema - Modelli, forme e geometrie

Il modello incarna l’essenza della rappresentazione traducendo concetti astratti in configurazioni spaziali comprensibili e analizzabili. In questo processo, la geometria costituisce un principio ordinatore, guidando lo sviluppo formale attraverso relazioni proporzionali, regole metriche e schemi compositivi. Il modello, governato dalle regole della geometria che ne garantiscono la coerenza, diviene espressione del pensiero, intermediario tra la concettualizzazione e la materializzazione delle forme secondo un linguaggio universale capace di oltrepassare i confini disciplinari. La geometria descrittiva, disciplina cardine della rappresentazione grafica, costituisce un ponte cruciale tra concezione spaziale e realizzazione formale. Essa favorisce una comprensione profonda delle relazioni tra gli oggetti tridimensionali e le loro rappresentazioni bidimensionali. In questo contesto, la capacità di modellare, analizzare e comunicare le forme diviene essenziale per l’avanzamento scientifico e tecnologico. I modelli geometrici, intesi come rappresentazioni teoriche e operative, svolgono un duplice ruolo: da un lato, come strumenti euristici per indagare forma e struttura; dall’altro, come dispositivi sintetici capaci di consentire la trasmissione di conoscenze complesse. La descrizione grafica delle geometrie va oltre una funzione illustrativa, divenendo un linguaggio autonomo capace di generare significati e interpretazioni, in continua evoluzione attraverso l’adozione degli strumenti digitali. Questo rapporto dinamico tra forma e geometria si estende all’intero processo del Disegno, dalla concezione iniziale alla realizzazione, sostenendo l’integrazione tra discipline diverse. In un’epoca caratterizzata dall’ibridazione tra realtà fisiche e virtuali, la geometria descrittiva non è soltanto un mezzo per visualizzare il reale, ma una chiave per reinterpretarlo, traducendolo in modelli che ampliano le possibilità cognitive ed espressive.

Il tema proposto per la call intende incoraggiare una riflessione sulla geometria descrittiva e sulle metodologie che non solo approfondiscono la comprensione delle forme, ma forniscono anche un solido quadro di riferimento per affrontare le sfide della complessità spaziale. Sono incoraggiati e accolti contributi nella forma di riflessioni teoriche, revisioni sistematiche, meta-analisi, ricerche qualitative e quantitative, buone pratiche, esperienze sul campo e analisi del pensiero e delle tecniche grafiche di disegni e opere che, nel tempo e nel presente, hanno contribuito e continuano a contribuire allo sviluppo del pensiero critico sulla scienza della rappresentazione.

I contributi, nella forma di saggi/articoli e conformi alle norme editoriali, dovranno essere inviati alla redazione della rivista entro le seguenti scadenze:

Abstract: 15 gennaio 2025
Articolo completo: 1 marzo 2025
Pubblicazione: maggio 2025

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Invito a presentare contributi - Vol. 1, No. 2 (2024) - (pdf inglese) (pdf italiano)

Tema - Disegno: spazi di interazione

Il tema proposto per la call intende sollecitare una riflessione ampia e articolata sul ruolo del Disegno nella configurazione di luoghi dell’immaginazione, nella rappresentazione o nella suggestione di ambienti e spazi, anche digitali, in cui possano convergere attività di interpretazione critica o di analisi. Luoghi reinterpretati o astratti, che supportano il progetto e il dialogo, oppure spazi digitali nella forma di database. In ogni caso, il disegno struttura il significante e lo comunica attraverso immagini o modelli, in forme e composizioni di segni dotate di grammatiche orientate alla comunicazione e all’interazione con la conoscenza. La necessità di approfondire questa dimensione narrativa del Disegno nasce dall’esigenza di offrire una prospettiva sui processi inclusivi e partecipativi che caratterizzano la ricerca, precisando il ruolo della rappresentazione come forma di dialogo capace di oltrepassare le discipline scientifiche.

Sono attese e accolte riflessioni teoriche, revisioni sistematiche, meta-analisi, ricerche qualitative e quantitative, buone pratiche, esperienze sul campo e analisi del pensiero e delle tecniche grafiche di disegni e opere che, nel tempo e nel presente, hanno contribuito e continuano a contribuire alla costruzione di riflessioni critiche sulla scienza della rappresentazione.

I contributi, nella forma di saggi/articoli e conformi alle norme editoriali, dovranno essere inviati alla redazione della rivista entro le seguenti scadenze:

Abstract: 1 settembre 2024
Articolo completo: 15 ottobre 2024
Pubblicazione: dicembre 2024

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Invito a presentare contributi - Vol. 1, No. 1 (2024) - (pdf inglese) (pdf italiano)

Tema - Disegno tra tradizione e innovazione

Il primo fascicolo della rivista intende esplorare il rapporto tra il disegno tradizionale e le nuove frontiere della scienza della rappresentazione, promuovendo una riflessione sui valori grafici e sulla persistenza del segno nei diversi significati che caratterizzano i prodotti della ricerca. In questo fascicolo, TRIBELON intende mettere in relazione il contributo del disegno con la manualistica, in particolare con i trattati di disegno, e con la trasformazione del segno e del linguaggio grafico nella narrazione delle componenti architettoniche, con una duplice attenzione al passato e al futuro. Il tema riguarda inoltre l’evoluzione delle pratiche didattiche della disciplina nelle scuole di architettura, in particolare in rapporto ai recenti sviluppi delle pratiche di rappresentazione digitale. La necessità di considerare questo aspetto come punto di partenza della rivista nasce dall’esigenza di definire un processo evolutivo del disegno, capace di orientare lo sguardo verso la dimensione, anche storicizzata, della rappresentazione come espressione dell’azione umana nella definizione dei contesti socio-culturali.

Sono attese e accolte riflessioni teoriche, revisioni sistematiche, meta-analisi, ricerche qualitative e quantitative, buone pratiche, esperienze sul campo e analisi del pensiero e delle tecniche grafiche di disegni e opere che, nel tempo e nel presente, hanno contribuito e contribuiscono alla costruzione di riflessioni critiche sulla scienza della rappresentazione.

I contributi, nella forma di saggi/articoli e conformi alle norme editoriali, dovranno essere inviati alla redazione della rivista entro le seguenti scadenze:

Abstract: 1 aprile 2024
Articolo completo: 1 giugno 2024
Pubblicazione: luglio 2024

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